Sense8 2x12 "Amor Vincit Omnia" (series finale): la recensione in anteprima
Vi parliamo in anteprima dell'ultimo episodio di Sense8, su Netflix dal prossimo 8 giugno
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La storia riprende senza rallentamenti dalla situazione sospesa nella quale ci eravamo lasciati. Il cluster ha catturato il suo arcinemico, il viscido Whispers, e Will è pronto a dichiarare guerra a lui e all'organizzazione alle sue spalle. Con lui i sei compagni Riley, Sun, Nomi, Kala, Capheus e Lito. Manca all'appello Wolfgang, che come ricordiamo era stato catturato nel finale della seconda stagione. Il cluster spezzato, ma tutt'altro che arrendevole, deve collaborare come mai prima d'ora per affrontare la sua sfida finale contro i nemici del cosiddetto homo sensorium. Ancora una volta la connessione gioca un ruolo fondamentale e, una risoluzione attesa dopo l'altra, ognuno di loro andrà incontro al proprio destino, come individuo e come parte di un gruppo.
Quindi, il nodo centrale rimane il salvataggio di Wolfgang e lo scontro con Whispers. Le due ore e mezzo gravitano intorno a questo conflitto di base e attirano con forza tutto ciò che sarebbe estraneo e secondario. C'erano altre storyline come quella di Capheus, di Sun, di Kala. Non vengono ignorate (nulla lo è), ma sono solo un accompagnamento sporadico e dovuto di una puntata che si concentra su altro. Allo stesso modo sarebbe sbagliato dire che tutti i personaggi hanno la stessa importanza. Per ovvi motivi Wolfgang ha molto spazio, e così Will e Kala, ma anche la dolcissima Nomi. Riley e Sun si limiteranno ad accompagnare e sostenere il gruppo, prendendosi ogni tanto qualche momento sotto i riflettori. Lito e Capheus sono i più sacrificati.
Questo ritorna in Amor Vincit Omnia (un titolo, riferimento all'Eneide, che è un manifesto dello show). Ci sono, inutile negarlo, forzature e conflitti banalizzati o risolti con un colpo di spugna. Avremo, nei primi minuti e ancora negli ultimi, la sensazione palese di una storia che tira le fila del discorso, con chiarimenti e risoluzioni velocissimi, tra un perdono e un abbraccio. Ma tutto viene accompagnato da uno sguardo sincero, da caratterizzazioni che si adagiano su un senso di condivisione e di pura gioia di vivere così universale da spazzare via ogni conflitto. Emblematici sono gli ultimi minuti della puntata, che contengono un'affermazione euforica e carnale, senza barriere o limiti, anche se grossolana e caotica come spesso la serie è stata in passato. Di meglio, sinceramente, non si poteva chiedere.