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Il secondo capitolo della trilogia “sequel” porta la famiglia da eredità a prigione, ma la scrittura non regge il peso del proprio sottotesto. Vaniček firma un film onesto e sanguinoso, meno riuscito di quello di Cronin, che vive più della sua ferocia scenica che del suo pensiero.
Gabriella Giliberti / 08 lug -
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