I delitti del BarLume (quinta stagione): la recensione
In onda per due serate su Sky Cinema, la quinta stagione de I delitti del BarLume cerca la rivoluzione cambiando il suo protagonista. La nostra recensione.
Un, due, tre, stella!, la prima delle due nuove puntate dello show, ha infatti mandato in vacanza l'ombroso barista interpretato da Filippo Timi per far spazio a un nuovo personaggio, il suo svogliato fratellastro Beppe Battaglia, che ne è andato a ricoprire il ruolo nell'ecosistema della serie. Per quanto ben scritto e ottimamente interpretato da convincente Stefano Fresi, sono pultroppo bastati pochi minuti per rendersi conto di come questa new entry funzioni meglio come spalla che come protagonista - le scene in coppia con Alessandro Benvenuti sono esemplificative di questo -, rendendo il "passaggio di testimone" riuscito solo a metà. Fortunatamente, lo scontato ritorno di Timi nella già confermata sesta stagione dovrebbe ovviare a questo problema, favorendo inoltre lo sviluppo di interessanti dinamiche in grado di esplorare al meglio le potenzialità di questo nuovo personaggio.
Se il primo episodio è apparso più leggero e tutto incentrato sull'introduzione di Beppe Battaglia, con La battaglia navale si è invece tornati a respirare aria di puro giallo, proponendo agli spettatori un caso che, similmente a quanto fatto nella terza stagione, ha visto finire in manette un personaggio ricorrente della serie. L'idea che tutti gli abitanti di Pineta possono rimanere invischiati in qualche delitto è uno degli elementi più interessanti dello show, perché dà la sensazione che la cittadina sia davvero un luogo reale, vivo, e non soltanto uno sfondo intercambiabile come invece spesso succede nei prodotti di questo tipo. Anche il tono grottesco che aleggia su tutti i personaggi è un elemento che continua a funzionare alla perfezione, in quanto capace di garantire momenti surreali e irresistibili come quelli che quest'anno hanno visto coinvolti il Gino Rimediotti di Marcello Marziali e un fuoriclasse come Corrado Guzzanti nelle vesti di un tenace assicuratore dal marcato accento veneto.A rimetterci più di tutti dal nuovo status quo sono state il commissario Fusco (Lucia Mascino) e Tiziana (Enrica Guidi), le due figure femminili della serie. L'assenza di Massimo non ha infatti giovato a nessuna delle due, con la prima che si è vista togliere il suo compagno di indagini - perdendo così molto del suo potenziale drammaturgico - e la seconda scivolata ancora di più nelle retrovie a causa di una gravidanza che è parsa più un contentino per mantenere in vita il personaggio che una scelta funzionale alla narrazione.
Dal lato tecnico, I delitti del Barlume si conferma essere una serie d'intrattenimento di alta qualità, grazie a un cast azzeccatissimo, a una scrittura intelligente e alla regia pulita e dinamica di Roan Johnson. Nonostante la scelta di proporre solo due episodi all'anno conferisca al prodotto un'aurea di grande evento, le sue enormi potenzialità ci spingono a sperare che Sky decida di raddoppiarli per la prossima stagione, proponendo una storia di fondo e una serie di casi in grado di restituire il giusto spazio a tutti i personaggi.