Venezia 71 - Tutto può accadere a Broadway, la recensione
L' esilarante commedia di Peter Bogdanovich, She's funny that way, omaggia la vecchia Hollywood e riscuote il plauso del pubblico del Festival di Venezia
Tutto, come detto, profuma del miglior Woody Allen: dalla scelta della biondissima protagonista alle musiche, alla fotografia e, ovviamente, all'ambientazione newyorkese. Il cast è un piacere per gli occhi e per la mente. Un primo, meritato applauso va alla venticinquenne Imogen Poots, vale a dire la versione britannica - e assai più brava - di Scarlett Johansson. Non sorprende Owen Wilson, perfettamente a suo agio nel ruolo - cucito su di lui - di goffo di fedifrago dal cuore d'oro. Svetta su tutti un eccelso Rhys Ifans, mai stato così spassoso e istrionico. Il film procede a ritmo sicuro inanellando una serie di gag deliziose, basate su una sceneggiatura brillante benché piuttosto prevedibile; ma a Bogdanovich non interessa tanto stupire quanto divertire, nella miglior tradizione di quell'età dell'oro della commedia hollywoodiana che è riuscito a omaggiare con classe e brio. E il tributo non è certo velato, a partire dalla lunga, pedissequa citazione del classico di Ernst Lubitsch Fra le tue braccia, che il romantico Arnold snocciola a Isabella durante il loro primo incontro.
Ma se non bastasse il fascino della vecchia Hollywood a motivare il vostro interesse, possiamo aggiungere - senza spoilerare - che il film pullula anche di riferimenti gustosissimi al cinema contemporaneo, sia attraverso frecciatine ai blockbuster sia grazie a cammei d'eccezione, tutti motivati e incastrati alla perfezione negli ingranaggi della trama. Basta poco a fare un gran film? Certo. Basta imparare dal miglior passato del cinema e adattarlo a un cast di fuoriclasse. Che sia poco o che sia tanto, il cinema italiano dovrebbe guardare con maggior attenzione a prodotti come She's funny that way; perché dimostra senza ombra di dubbio come l'umorismo elegante possa vincere sulla parolaccia, e un cast ben assortito abbia sempre la meglio sul divismo di stagione, pronto ad appassire alla prima folata di vento.