Topolino 3210, la recensione
Abbiamo recensito per voi il numero 3210 di Topolino, con un nuovo capitolo delle avventure di Fantomius
Il settimanale propone anche il ritorno di Le strabilianti imprese di Fantomius, di Marco Gervasio, che, dopo il prequel su Dolly Paprika dello scorso San Valentino, si misura con L’Uomo dei Paperi stesso andando a ripescare un importante elemento della mitologia barksiana reinterpretandolo all’interno del ciclo del ladro gentiluomo. Parliamo della Cattedrale di Notre Duck, landmark paperopolese apparso per la prima volta nel 1965, nella storia Zio Paperone e il mistero della Cattedrale, insieme al misterioso fantasma che lo abita, proprio al centro della storia di Gervasio, Notre Duck. L’ottima vicenda investigativa, che vede Fantomius e Dolly Paprika andare a caccia del misterioso fantasma, riscrive - o, meglio, specifica - quanto c’era di non detto nell’originale avventura barksiana tentando di dare una risposta ad un interrogativo lasciato dal Maestro dell’Oregon nel fumetto del 1965.
Archimede e il caos del T.R.A.N.Q.U.I.L.L.O. è opera, invece, di una coppia di autori tra i più bravi della nuova generazione: parliamo di Pietro Zemelo ai testi e Libero Ermetti ai disegni, che ci regalano uno spaccato di vita del genio paperopolese: alla grandissima intelligenza, come scopriamo, non può che accompagnarsi altrettanta sbadataggine e sregolatezza.Sottotono e piuttosto scontata, invece, Indiana Pipps e l’esilarante tesoro dei Ridolones, di Valentina Camerini e Massimo De Vita, storia che, nonostante un buon inizio e alcuni momenti interessanti, non riesce a sorprendere o a risultare particolarmente divertente.
Completano il numero la storia breve Zio Paperone e il club dei brontoloni, di Vito Stabile e Lorenzo De Pretto, e due autoconclusive di Alessio Coppola, dei cicli Malachia Professione Gatto e Paure & Co.