Spider-Gwen 13, la recensione
Abbiamo recensito per voi il numero 13 di Spider-Gwen, con i primi due capitoli di Seduti sotto le stelle
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.

Come appreso ne Il Segreto di Jefferson, Jafferson Davis - padre di Miles - è stato reintegrato nello S.H.I.E.L.D. e inviato a recuperare una pericolosa arma. Durante la missione, però, qualcosa è andato storto e ora l’agente Davis risulta scomparso. Raggiunto da Maria Hill e messo a conoscenza della pericolosità della situazione, Miles intraprende un viaggio interdimensionale alla ricerca del genitore che lo conduce su Terra-65, dove incontra Spider-Woman.
L’esordio del tanto atteso team-up tra i più giovani eroi ragneschi parte nel migliore dei modi grazie all’ottima costruzione messa in atto da Brian Michael Bendis e Jason Latour sulle rispettive serie. Senza snaturare il loro modus operandi, i due sceneggiatori creano la giusta alchimia che rende Seduti sotto le stelle un crossover dai presupposti solidi.L’incipit è offerto proprio da Bendis: la narrazione parte in medias res, con l’appassionato bacio tra Miles e Gwen. Dopo averci sconvolto con questo fulminante inizio, lo scrittore di Cleveland ricostruisce la vicenda per gradi, ricorrendo ai flashback. Il racconto è ancora influenzato dalle tinte oscure del post-Civil War II, ma viene in parte smorzato dai simpatici siparietti tra Miles e il suo amico Ganke. Grazie a questo espediente, Bendis riesce a imprimere un ritmo serrato alla storia, offrendo un quadro esaustivo e dettagliato della vicenda senza mai risultare opprimente.
Le tinte oscure vengono riprese anche nell'episodio di Spider-Gwen e ben si sposano con l'atmosfera della New York alternativa creata da Latour. Spider-Man si inserisce facilmente nel mood della serie, riuscendo a interagire con una realtà inedita e ricca di sorprese. Nonostante le rispettive peculiarità, i due supereroi sono accomunati dallo stesso tono leggero e scanzonato che emerge durante la lettura. I due ragnetti sembrano creati dalla stessa mente tanta è la complicità, cosa che permette alla storia di fluire intensa e dinamica.
L’interazione tra le due serie è riuscita anche sotto l’aspetto artistico. Spider-Man si avvale del contributo di Sara Pichelli (disegni) e Justin Ponsor (colori), mentre Spider Gwen del tandem composto da Robbi Rodriguez (disegni) e Rico Renzi (colori). Impeccabile la prova della Pichelli, brava nel catturare la tensione crescente e a riportarla in tavole di grande impatto. Il lavoro di Ponsor esalta la drammaticità delle sequenze, prediligendo colorazioni fredde e cupe. Decisamente più sintetico e accattivante lo stile di Rodriguez, esaltato dalle tinte Pop di Renzi.In un momento delicato per la vita di Peter Parker, alle prese con gli eventi de Il Complotto del Clone, Seduti sotto le stelle rappresenta l’ennesimo riuscito tentativo di recuperare uno sguardo disincanto sul variopinto mondo degli eroi in calzamaglia.