Recensione - Shantae: Risky's Revenge - Director's Cut
La recensione di Shantae: Risky's Revenge - Director's Cut, gioco d’azione e avventura bidimensionale, incentrato sull’esplorazione e il backtracking
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Questo Director’s Cut, che a un anno dall’edizione per Steam raggiunge anche PlayStation 4, a discapito di quanto parrebbe promettere non aggiunge nulla all’originale, limitandosi a spalmare su un unico schermo sprite e pixel che un tempo facevano bella mostra sui contenuti display del Nintendo DS. Dimenticandoci, solo per un attimo, che abbiamo testato la versione americana del gioco e che non è attualmente nota l’eventuale data di release europea, l’assenza di nuovi contenuti è l’unica pecca di un gioco altresì divertentissimo che saprà ammaliare tutti gli appassionati dei Metroidvania.
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Le premesse narrative sono poco più che abbozzate, ma servono ad introdurvi nel pittoresco mondo di gioco abitato da bizzarri figuri e sensuali donzelle. Ci sono lontanissime suggestioni prese in prestito dalla celebre raccolta di racconti Le Mille e una Notte nel particolare incontro e scontro tra città arabesche e navi pirata. Inoltre, non mancano influenze attinenti al fantasy di stampo più classico tra dungeon sotterranei e nemici composti di sole ossa e altri simili a goblin e folletti. Gli artisti di WayForward hanno insomma pescato a piene mani da numerose fonti d’ispirazione, corroborando la debole trama con dialoghi tendenti al comico, quando non inspessiti dall’eccentricità degli interlocutori.
L’avventura della minuta Shantae, mezza umana e mezzo genio della lampada, la vede alla disperata ricerca di un antico tesoro, da sempre custodito nella sua città, rocambolescamente rubato dall’antipatica pirata Risky. Fuori dalle tranquille e rassicuranti mura del centro abitato c’è un mondo pieno di insidie, trappole e mostri che metteranno a dura prova le abilità dell’eroina.Come anticipato, non si tratta di un platform bidimensionale lineare: gli scenari saranno liberamente esplorabili sin dall’inizio, con l’unica limitazione di possedere una determinata abilità per poter proseguire nel cammino. C’è un negozio in cui acquistare item e attacchi, dungeon che, dopo l’immancabile battaglia con il boss, vi premieranno con tecniche speciali, solitamente imprescindibili per accedere alle successive location. In particolare, Shantae imparerà a tramutarsi in diversi animali, scimmia ed elefante per esempio, con cui farsi strada tra gli ostacoli.
[caption id="attachment_144886" align="aligncenter" width="508"] Naturalmente, vista l’assenza di contenuti inediti, l’acquisto di questo Director’s Cut è sconsigliato a chi ebbe già il piacere su Nintendo DS.[/caption]
A fronte di una mappa relativamente vasta, ricca di bivi e aree segrete da scovare affidandosi a un po’ di sano backtracking, le fasi di combattimento sono piuttosto rudimentali, sia perché il combat system non concede l’organizzazione di particolari strategie, sia perché il livello di difficoltà delle battaglie è irrisorio: persino i boss, dotati come sono di pochi e prevedibili pattern d’attacco, oppongono una tenue resistenza.
La produzione di WayForward resta comunque un piacere da giocare per diversi motivi. I brevi dialoghi tra una missione e l’altra, solo in inglese purtroppo, strappano qualche sorriso. L’esplorazione è una pratica che viene generosamente premiata con tesori o nuove ambientazioni scovate, il level design ha ben poco da invidiare agli episodi bidimensionali di Metroid e Castlevania. Non c’è naturalmente l’interesse di impensierire il giocatore come nelle produzioni di Nintendo e Konami: stiamo pur sempre parlando di un’avventura dai toni spensierati e leggeri, che proprio per questo, nel panorama affollatissimo dei Metroidvania, trova una dimensione e un pubblico di riferimento tutto suo.
[caption id="attachment_144883" align="aligncenter" width="508"] Alcune ambientazioni sono davvero ispiratissime a livello di art design: gli amanti della pixel art andranno più volte in estasi.[/caption]
Shantae: Risky's Revenge - Director's Cut non guadagna nessun nuovo contenuto, ma non perde un grammo del fascino con cui ci stregò su Nintendo DS. Sui grandi schermi di casa, ovviamente, gli sprite si sgranano e non di poco, ma almeno è possibile scegliere il formato preferito: noi vi consigliamo caldamente di restare fedeli ai 4:3 nativi, ma se proprio ci tenete è selezionabile anche il formato panoramico.
Divertente come allora, il prodotto di WayForward è caldamente consigliato a chiunque ami i Metroidvania ed in particolar modo ai neofiti che da sempre attendevano un gioco dello stesso genere, ma lievemente più accessibile del solito. Ora, per renderci davvero felici e gioiosi, sarebbe il caso che gli sviluppatori annunciassero la data di release europea.