Ryu delle caverne, la recensione
Sembra quasi che Ryu delle caverne sia stato concepito ai nostri giorni, invece ha circa cinquant'anni
Classe 1971, ha iniziato a guardare i fumetti prima di leggerli. Ora è un lettore onnivoro anche se predilige fumetto italiano e manga. Scrive in terza persona non per arroganza ma sembrare serio.
Genshi Shonen Ryu è stato serializzato nel 1971 sulla rivista Shukan Shonen Champion e poi raccolto da Akita Shoten in tre tankobon, che la casa editrice milanese ha riunito in quest'unico volume di oltre 500 pagine.
Pochi sanno che l'opera, in realtà, è solo il secondo tassello di una trilogia dal sapore decisamente fantascientifico, composta dal prequel Ryu no Michi (“Il cammino di Ryu”, Kodansha, 1969) e dal sequel Bancho Wakusei (“Il mondo di Ryu”, Akita Shoten, 1975).In Italia, tuttavia, conosciamo essenzialmente Ryu il ragazzo delle caverne, anime prodotto da Toei Animation tratto dal manga in questione e a esso contemporaneo. La serie di ventidue episodi arrivò sui nostri teleschermi sul finire degli anni '70 e conquistò subito un vasto pubblico. È recente l'uscita dei due box di DVD in allegato a La Gazzetta dello Sport.
"Ryu delle caverne, manga vicino a compiere il mezzo secolo di vita, sembra quasi che sia stato concepito ai giorni nostri."Chi ha ben presente le indimenticabili immagini dell'anime, verrà sorpreso e sbalordito dallo shonen originale. La storia intessuta da Ishinomori è decisamente più complessa, offre diversi spunti di riflessione e soprattutto diverge in maniera sostanziale dal soggetto dello show televisivo, come si può facilmente intuire già dall'incipit. Detto ciò, i comprimari sono quelli che abbiamo sempre amato e odiato: l'incantevole Ran, la premurosa Kitty, il simpatico Don, il voluminoso Kiba e lo spregevole Taka; tutti quanti, però, recitano su un palcoscenico dagli orizzonti più ampi.Ryu delle caverne è un fumetto distopico, squisitamente science-fiction. La storia, tra le altre cose, risponde a una domanda che tutti i fan dell'anime si saranno certamente fatti almeno una volta, vedendo il protagonista sfuggire per miracolo al terrificante Tirano (il Re dei Sauri, nel fumetto) che imperversa per tutta la vicenda: come fanno uomini e dinosauri a coesistere nella stessa epoca? Per scoprirlo vi invitiamo a leggere questa pietra miliare della Nona Arte, che vi darà inoltre dei ragguagli illuminanti sulla peculiarità della pelle bianca di Ryu.
Il prologo e l'epilogo della vicenda, siamo sicuri, vi spiazzeranno, mentre il susseguirsi degli eventi vi conquisterà senza mezzi termini. Il motivo è molto semplice: Ryu delle caverne, manga vicino a compiere il mezzo secolo di vita, sembra sia stato concepito ai giorni nostri. I testi sono essenziali; la sceneggiatura agile e fluida; il tratto e lo stile di Ishinomori, magnetici. Lo schema della tavola può apparire sorpassato rispetto ai prodotti attuali, ma è costellato di splendide splash page e conserva ancora una freschezza invidiabile.
Non perdetevi per nulla al mondo questo gioiello di creatività e Arte sequenziale.