Quantico 1x04, "Kill" - La recensione
Focus su Shelby per il nuovo episodio di Quantico, che intrattiene malgrado un crescente numero di dialoghi espositivi
La scrittura di Quantico, d'altra parte, non garantisce a tutti i suoi protagonisti uno spazio d'azione sufficiente per calamitare l'attenzione del pubblico, ed è quindi inevitabile interessarsi con costanza variabile a questo o quel personaggio. E la sceneggiatura continua, a causa della continua sovrapposizione di storyline, a dover chiarire allo spettatore cosa stia avvenendo a chi attraverso dialoghi che, per quanto utili, sfociano troppo spesso nel didascalismo più spiegone.
E dire che, andando avanti, qualche psicologia interessante sta anche venendo a galla: inaspettatamente la storia più insensata e improbabile tra tutte, quella delle gemelle Raina e Nimah (Yasmine Al Masri), sta assumendo una tridimensionalità maggiore rispetto al turbinio di storie e volti che si affastellano in tutte le puntate di Quantico. Ma il tentativo di spiegare perché Miranda (Aunjanue Ellis) abbia scelto proprio di arruolare due gemelle per infiltrarle in una cella terroristica risulta ben lontano dall'essere convincente, e il mordente della loro storia è legato più alle evoluzioni sentimentali col gay-forse-non-gay Simon che non allo scopo di una missione per il momento ignoto.La credibilità non è il piatto forte di Kill, e questo si capisce fin troppo bene nello svolgersi dell'esercitazione che dovrebbe portare Alex ad abbandonare l'Accademia, alla luce anche di antichi rimorsi tornati a galla dopo aver letto il fascicolo di suo padre. La manipolazione psicologica esercitata da Ryan (Jake McLaughlin) in un primo momento inesca un effetto domino nella psicologia della protagonista, ma un dubbio sorge spontaneo: la migliore recluta dell'FBI si farebbe davvero traviare da situazioni come quelle mostrate nella simulazione armata? Questo e tanti altri dubbi continuano a infestare uno show che, andando avanti, perde sempre più possibilità di far quadrare i conti, senza però rinunciare a un'innegabile rapidità narrativa che, seppur confondendo, intrattiene al meglio.