Once Upon a Time 2x16 "The Miller's Daughter": la recensione
Con una bella e intensa puntata cruciale si chiude un arco narrativo della serie e se ne apre un altro...
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Iniziamo con alcune considerazioni a margine. Fin dal promo della puntata e proseguendo durante la settimana con una continua promozione sulla relativa pagina Facebook, la costruzione dell'hype per The Miller's Daughter è stata accompagnata dalla rivelazione che uno dei protagonisti della serie sarebbe morto. Ora, senza mettere troppo in dubbio le strategie di marketing della ABC, forse si poteva evitare di giocare questa carta, considerando che stiamo parlando di una serie che non ha esattamente fatto dei colpi di scena il proprio marchio di fabbrica e che la risposta alla domanda "who will die?" era abbastanza semplice da individuare. Più che il "chi" è dunque il "come" a interessarci, e in questo senso finalmente Once Upon a Time tira fuori un buon episodio, come non se ne vedevano da tempo.
The Miller's daughter è uno di quegli episodi cardine di Once Upon a Time che ogni tanto intervengono in alcuni momenti cruciali della trama velocizzando la conclusione di alcune storyline e contrapponendosi ai più lenti episodi precedenti. Ormai l'abbiamo capito: la scrittura della serie, e dei suoi vari archi narrativi, segue sempre questo schema. Sono queste in genere le puntate che regalano le maggiori soddisfazioni e anche questo non fa eccezione.
Come nella migliore tradizione della serie – e, prima ancora, di Lost – ciò che ci viene mostrato nel flashback è funzione delle vicende del presente, e ci permette di gettare un'ulteriore luce sui rapporti tra i personaggi, in questo caso tra Cora e Mr. Gold. Quest'ultimo, decisamente più piacevole rispetto alla versione che è stata mostrata nella trasferta a Manhattan, torna ad essere il personaggio che ci piace tanto: maledetto, solo, inquieto (la telefonata a Belle e l'abbraccio con Bae sono forse i momenti migliori della puntata). Alla fine tutta la puntata, costruita sulla contrapposizione tra Cora e Gold, si riduce allo scontro tra due persone consumate, la prima dalla vendetta, la seconda dal rimpianto. E, in uno scontro così, a perire può essere solo uno.
A decidere le sorti dello scontro, come anticipato nel finale della scorsa puntata, è proprio Biancaneve che, mettendo da parte il solito buonismo a tutti i costi, architetta un piano per far sì che sia la stessa Regina a mettere fine alla vita di Cora. Aldilà della riuscita del piano, ciò che rimane sono alcune considerazioni, la prima delle quali è che tutto l'episodio, nel concludere le vicende relative allo scontro tra Rumple e Cora, pone non solo le basi per il nuovo conflitto tra Biancaneve e Regina, ma lo fa consegnandoci due personaggi un pò diversi rispetto a quelli che conoscevamo. La prima, pur consumata dal pentimento, sarà un pò più determinata (e facendo finalmente sporcare le mani ad uno dei buoni la caratterizzazione del personaggio potrà solo guadagnarci). Per Regina purtoppo si tratta di un passo indietro invece: passare come una banderuola da uno schieramento all'altro, comportandosi in maniera troppo ottusa per un personaggio che si era dimostrato tra i più astuti, la sua caratterizzazione ne ha risentito parecchio. Mancano poche puntate, vediamo come si risolverà quest'ultimo arco narrativo della stagione e come verrà introdotto il tema portante della prossima stagione.