Legion 2x09 "Chapter 17": la recensione
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Il Minotauro nella mente di Melanie è specchio di una coscienza smarrita nel labirinto dei ricordi, a rivivere il distacco mai risolto da Oliver, appena liberato dalla propria prigione e già posseduto da Farouk per i propri scopi. Le fa eco la vicenda di Lenny, che si è riappropriata di un vago senso di autodeterminazione, o forse ne ha appena acquisito uno. Il personaggio di Aubrey Plaza, occhi da vampiro e sguardo allucinato, è il prodotto di un gioco di scatole cinesi, una possessione dietro l'altra, fino a tirar fuori qualcosa che, sorprendentemente, tende a cercare un'identità propria. La seguiamo, quindi, mentre torna ad ambienti estrapolati dai suoi ricordi, cercando persone del proprio passato, che la riconoscono.
Ma con lei è anche Amy, non del tutto scomparsa, forse un parto della sua immaginazione, ma in ogni caso qualcosa che la richiama all'ordine, a non fuggire da tutto il resto. Lenny avrà una parte nel grande scontro finale tra David e Farouk che occuperà le ultime puntate, e sarà una pedina importante. Sulle sue tracce, più per piacere nostro che per vera necessità narrativa, ci sono Cary e Kerry, sempre molto piacevoli nelle loro interazioni, complementari nel loro affiatamento di fronte al pericolo. Peraltro la concezione del reale, come percezione di sé e impatto sul mondo, di cui discute a un certo punto Melanie, si sposa bene con la fermezza delle opinioni di Kerry, che nonostante la sua condizione personale va dritta al punto: "When I hit people, they fall down".Non l'episodio più memorabile della stagione, peraltro è anche il più breve e quello che ha offerto meno spunti. Legion la prossima settimana arriverà al decimo episodio, inizialmente previsto come l'ultimo, prima della conferma di un'ulteriore puntata per la seconda stagione.