La Guerra dei Regni: Avengers Strikeforce, la recensione
Avengers Strikeforce permette di approfondire alcuni passaggi di una saga dalle molteplici sfaccettature, lasciandone inoltre decantare le suggestioni
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
La Guerra dei Regni sta inesorabilmente invadendo l’intero parco testate di Panini Marvel Italia, e non risparmia certo le fumetterie: il volume Avengers Strikeforce propone infatti tre storie autoconclusive strettamente collegate agli eventi delineati da Jason Aaron (Original Sin) nella miniserie portante: mentre gli eserciti dei Nove Regni invadono la Terra mettendola a ferro e fuoco, tre diversi gruppi di eroi tentano l’impossibile per arrestare l’ascesa dell’Elfo Oscuro Malekith.
I vari racconti approfondiscono alcuni segmenti di Universo Marvel: La Guerra dei Regni 2, in cui le gesta delle singole squadre vengono solo accennate. Nonostante l'ampio cast, gli sceneggiatori all'opera scelgono di incentrare il proprio lavoro su un singolo che detti la cifra emotiva della storia: Tom Taylor punta tutto sull’Arrampicamuri, mentre Brian Hill porta avanti un parallelo molto sentito tra Freyja e il Frank Castle; Dennis “Hopeless” Hallum, infine, focalizza la sua attenzione su Carol Danvers, eroina di livello cosmico abituata a portare il peso della leadership in situazioni fuori scala.
La tanta attenzione riposta nell’aspetto psicologico dei personaggi viene bilanciata da una componente action esaltata da artisti decisamente in palla: in una prova impeccabile, Jorge Molina firma una delle interpretazioni più convincenti dell’Uomo Ragno degli ultimi anni; il tratto sintetico di Leinil Francis Yu inquadra il grande travaglio interiore dei protagonisti di Dark Elf Realm, riuscendo ad accrescerne la portata emozionale; infine, Kim Jacinto chiude il brossurato con il suo esplosivo stile pop, consegnandoci una versione di Deadpool che ci auguriamo di rivedere al più presto.
Se è un tie-in di La Guerra dei Regni da non perdere? Se non fosse ancora chiaro, decisamente sì.
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