Homeland 8x06 "Two Minutes": la recensione
In un episodio più riflessivo di Homeland rispetto agli ultimi, Carrie deve difendersi dai sospetti nei suoi confronti
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Arriva il momento della stagione di Homeland in cui tutto ricade sulle spalle di Carrie e i suoi superiori e colleghi non le credono. Non poteva esimersi l'ottava e ultima stagione di Homeland dal giocarsi uno dei risvolti salienti dell'intera serie. Tra l'altro in questa stagione i presupposti per una svolta di questo tipo sembravano anche più giustificati che in passato, e quindi eccola, Carrie, ancora una volta costretta a difendersi in un clima ostile. L'episodio si intitola Two Minutes, in riferimento alla scena più tesa, e anche la migliore, dell'episodio. Tuttavia si tratta di un episodio relativamente più riflessivo rispetto ai due giri sulle montagne russe delle ultime puntate.
In tutto questo, nell'FBI le ricerche conducono a Carrie. L'audio dell'incontro con Yevgeny è decifrato, e con esso la confessione sul senso di colpa di Carrie rispetto a Franny. Non è soltanto la prova dell'instabilità del personaggio, ma anche dei suoi rapporti compromettenti con Yevgeny. La soluzione di Homeland, che con questo episodio chiude la prima metà di stagione, consiste nel non fornire risposte nette. Si gioca ancora una volta con il dubbio su Carrie, che da parte sua ce la mette tutta per rendere ancora più difficile la sua posizione personale. Qui si torna allora ai due minuti del titolo dell'episodio.