Fear the Walking Dead 3x14, "El Matadero": commento e recap
Ecco il nostro recap più commento del quattordicesimo episodio della terza stagione di Fear the Walking Dead
Nel mezzo di questo disordine, Nick ritrova una parvenza di civiltà e con questo i vizi che una volta lo accompagnavano quando ancora l'apocalisse non aveva fatto il suo corso. In un momento in cui decide di sorvegliare Ofelia, Nick cede e ingerisce dei semplici antidolorifici, fino a che poi, trasportato dalle sue vecchie abitudini, finisce nel luogo di perdizione numero uno di El Matadero. Porta con sé in questo viaggio allucinogeno anche Troy, che inizialmente è restio. Ma, come prevedibile, i due, nel giro di poco, si ritrovano strafatti e paradossalmente liberi e alla ricerca dell'estremo.
Alicia invece incontra un personaggio che rispecchia tutte le caratteristiche della saga di The Walking Dead. Durante un'esplorazione conosce una ragazza che con delle cesoie toglie anelli e denti d'oro dai corpi "morti" degli erranti, materiali che successivamente rivende al miglior offerente. Le due arrivano a parlarsi, dopo un gioco a nascondino piuttosto prevedibile, a causa di un sacco di patate, che la ragazza interpretata da Edwina Findley ruba inconsapevolmente ad Alicia. Nel giro di poco le due si apriranno e Alicia, ancora una volta, capirà attraverso un'ulteriore testimonianza che con il tempo diventa sempre più semplice veder morire le persone ed eventualmente ucciderle. Grazie a questa intensa conversazione comprendiamo un po' meglio il motivo che ha spinto la giovane ragazza ad allontanarsi da tutto, e ancora una volta "il non farsi degli amici" sembra essere la regola principale per sopravvivere senza stare male. Ma questo episodio, e di conseguenza la creazione di questo rapporto lampo tra le due, parla anche di destino e di ciò che è giusto non respingere durante il tragitto della vita.Come c'era da aspettarsi, Daniel Salazar non arriva in tempo e raggiunge sua figlia quando è già in fase di trasformazione. Distrutto da tutto questo, inizialmente respinge Madison ma poi ritorna per dirle che El Matador non è un posto per lei e con questo riapre l'invito alla diga. Successivamente Daniel le dà anche il consenso per portare con sé tutti gli altri. Nick e Troy decidono di rimanere per un motivo pratico ma Madison, inconsciamente, capisce che si tratta solo di una scusa. Infatti, qualche scena prima della fine, la vediamo controllare la bustina di antidolorifici per Ofelia e notare la mancanza di molte più pasticche di quelle che erano state utilizzate per aiutare la giovane ragazza in fin di vita.
El Matadero è luogo di perdizione, è la fine della sobrietà per Nick e la fine dei giorni per Ofelia. Un posto che, sin dalla prima volta che ci è stato mostrato, ha avuto tutta l'aria di essere dannato. Madison, così come Rick in The Walking Dead, ha lottato per poter costruire un luogo sicuro, protetto e dove potesse esserci amore o, almeno, quella parvenza di serenità e quotidianità che gli esseri umani erano soliti vivere prima della fine del mondo. E per assurdo qualcuno più furbo, sicuramente con degli ideali differenti e automaticamente più cattivo (se così possiamo definirlo) riesce a far erigere un circo popolato da folli ed egoisti all'interno di un'arena senza che all'esterno ci siano Negan o chicchessia pronti a distruggere ogni cosa. Il male sembra regnare anche tra gli esseri umani e questo funziona semplicemente perché uno come Negan alloggerebbe all'interno di un posto del genere e non in un ranch dove per sopravvivere bisogna che ognuno faccia il suo. Il ranch non è riuscito a stare in piedi una stagione intera, a partire dall'arrivo di Madison e dei suoi due figli, e ancora una volta questo controsenso regge e porta avanti Fear the Walking Dead, che più metaforicamente che esplicitamente racconta della società in cui viviamo oggi. Una serie che non ama fossilizzarsi sui soliti posti e che ha bisogno di cambiare ambientazione in continuazione. Inoltre questo spin-off dimostra di avere una sua identità dal momento in cui riesce a parlare di attualità velatamente e con l'uso dell'intrattenimento: le sparatorie e le lotte contro gli erranti sono solo lo sfondo di questo mondo incivile e che paradossalmente ricorda molto il nostro.A questo punto della stagione va fatta però una constatazione, che perlopiù nasce da frustrazioni da parte dello spettatore: ancora una volta Madison è abbandonata a se stessa e lontana dai suoi figli che, inspiegabilmente, trovano sempre qualcosa di più stimolante rispetto al restare con lei. Questo andrebbe bene se fosse la prima volta, ma purtroppo a metà della terza stagione ci sembra di vivere un loop senza fine che non si capisce da dove derivi, se da uno sbandamento da parte degli autori o da una storia che non sa più dove andare a parare.
Per confrontarvi con altri appassionati della saga, vi segnaliamo la pagina Fear the Walking Dead Italia.