Descender vol. 2: Luna meccanica, la recensione
Abbiamo recensito per voi il secondo volume di Descender, di Jeff Lemire e Dustin Nguyen, edito da BAO Publishing
Nel primo capitolo di Descender abbiamo scoperto come "un giorno diverso dagli altri" nove giganteschi robot, chiamati poi Mietitori, apparvero praticamente dal nulla, mettendo a ferro e fuoco i pianeti principali del Consiglio Galattico Unito (GCU). Questa terribile vicenda segnò inevitabilmente un punto di non ritorno, con le Intelligenze Artificiali, che servivano le forme di vita a base carbonio da molto tempo, messe al bando e distrutte nella loro quasi totalità. I pochi scampati al massacro si diedero alla macchia, nascondendosi negli angoli più bui dell'universo per sopravvivere. Dieci anni dopo, su un pianeta periferico e anonimo, rimasto peraltro deserto, Tim-21, un robot da compagnia, si risveglia, ignaro di quanto accaduto. Il protagonista, che ha le sembianze e i processi intellettivi di un bambino umano, si trova subito braccato da gruppi diversi, nessuno dei quali armato di buone intenzioni. Ha inizio dunque un viaggio per le stelle, nel corso del quale vengono rivelate grosse verità nascoste, la prima delle quali è quella che riguarda il dottor Quon, la principale mente dietro l'invenzione delle Intelligenze Artificiali: in sostanza, la nascita di queste non è da addebitarsi al genio del suddetto, ma a una scoperta casuale fatta proprio da un'antichissima forma di vita robotica (è nato prima l'uovo o la gallina, quindi?). In più, Tim-21 sembra essere l'unico detentore di un segreto in grado di cambiare per sempre gli equilibri della guerra tra esseri viventi e I.A., un segreto che gli è apparso in sogno nel corso del suo lungo sonno (i robot possono quindi sognare?). Tim-21 è dunque oggetto dell'interesse di molti, a partire dal Cablato, organizzazione segreta robotica che protegge la vita di ogni Intelligenza Artificiale, anche con metodi violenti. In tutto questo, però, il protagonista ha un solo desiderio: ritrovare Andy, il bambino al quale teneva compagnia un decennio prima, e il suo unico vero amico. Ma qualora quest'ultimo fosse ancora vivo, che gli sarà accaduto in questo gap temporale? Che uomo sarà diventato? La risposta giunge in questo secondo volume, davvero sorprendente, che alza l'asticella qualitativa di questo fumetto e pone nuovi interrogativi che potranno solo continuare a incuriosire il lettore.
A costo di far storcere il naso a qualche lettore, ci sentiamo di affermare che Jeff Lemire non è una garanzia, come sceneggiatore di fumetti (anche se il suo rendimento è molto cresciuto, e in maniera sostanzialmente omogenea negli ultimi anni), ma con Descender ha dato sicuramente vita a uno dei suoi lavori migliori, grazie a un'idea di partenza vincente, un soggetto forte, una capacità di scrivere storia e dialoghi ricchi di twist narrativi e in grado di creare un solido filo emotivo con il lettore, oltre a un universo creato ex novo davvero originale, credibile e appassionante. A rendere tutto ancora più bello, anzi bellissimo, ci pensano le matite e i colori di Dustin Nguyen, artista già navigato e molto amato, che in questa serie si reinventa, grazie a un cura del design con pochi precedenti, un disegno attento e ricco di vitalità, uno storytelling moderno, chiaro ed efficace e dei colori pastelli che donano grande sentimento a ogni pagina del volume.In conclusione, Descender è la serie a fumetti sci-fi che non volete perdere. Descender è la serie a fumetti sci-fi che non potete perdere. E siamo sicuri che crescerà ancora e ancora, rivelando sempre nuove sorprese ed emozioni nel suo prosieguo.