Daddy's Home, la recensione
Con l'aria delle più rassicuranti commedie familiari, Daddy's Home porta avanti l'idea dello scemo di Will Ferrell, il suo grottesco uomo medio
Il film rimette insieme la coppia di I Poliziotti di Riserva per mettere in scena il confronto tra un uomo qualunque e uno ribelle e virile, a cui pare riuscire tutto e che si presenta come migliore di lui in ogni ambito, da quello estetico fino a quello pratico, svelando in pieno la potenza del personaggio-Ferrell. Coinvolto in una storia in cui ciò che viene messo in mostra è proprio il desiderio di vita borghese e piattezza, Ferrell anima tutta una storia composta di sole gag che lo mettono in condizione di subire umiliazioni e dimostrarsi sempre meno adeguato perchè troppo medio. Nulla di diverso dal solito ma con i tempi, il ritmo e l’inventiva del comico americano ogni gag risaputa diventa un momento di grande comicità vera, capace di far ridere con lo scopo di dire qualcosa.
A fare la differenza è proprio il personaggio che Ferrell ha costruito e la sua riconoscibile medietà, il suo insulso sorriso sicuro e la sua ingenua fiducia in se stesso. È infatti proprio il sorriso sicuro e trionfante che Ferrell esibisce quando, alla fine dei suoi film, risolve ogni problema e riconquista l’insipida insulsaggine della propria vita priva di prospettive e di picchi sentimentali, la sua arma più potente. È la sicurezza che sembra affermare di aver ritrovato ogni volta ad essere ridicola, l’aria da brava persona che pare bastare a se stessa costituisce lo scarto interno ai suoi film, il salto in avanti del suo umorismo che mette in mostra lo schifo del conformismo, il ridicolo ruolo la società impone ad un uomo che paradossalmente decide di subirne ogni decisione.