Constantine 1x01 "Non Est Asylum": la recensione
Il pilot dell'adattamento dal fumetto Hellblazer debutta sulla NBC: arriva Constantine
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Protagonista in questione è l'inglese – anche nella serie, dove è interpretato da Matt Ryan – John Constantine, investigatore dell'occulto, personaggio tormentato e costantemente in lotta contro demoni (a quanto pare non solo sovrannaturali, ma anche interiori). La vicenda prende le mosse a partire da un ospedale psichiatrico dove l'uomo si è rinchiuso per sfuggire alle visioni. Quando Liv Aberdeen (Lucy Griffiths), figlia di un vecchio amico dell'uomo, viene minacciata, Constantine indosserà ancora il vecchio impermeabile e tornerà a cacciare demoni. La sua prima missione lo porterà a scontrarsi con un demone elettrico di nome Furcifer.
Nel corso dei quaranta minuti del pilot lo sguardo dello spettatore coincide con quello della giovane ragazza, trascinata suo malgrado in una realtà nascosta dietro il mondo che credeva di conoscere. Da parte sua John Constantine (voce narrante ad inizio puntata, per fortuna presto abbandonata) assume i tratti di un Virgilio moderno – più strafottente del poeta in effetti – nel suo ruolo di guida, per la ragazza e per noi, alle regole di questo inferno in terra. La lotta al demone è quindi un espediente per presentare l'universo della serie, il protagonista stesso e buona parte dei personaggi. Tra questi Harold Perrineau e Jeremy Davies, che dopo la comune esperienza di Lost si ritrovano qui rispettivamente nei panni di un angelo di nome Manny e di un fisico paranoico di nome Ritchie SimpsonUn pilot è poco, davvero poco per giudicare, soprattutto avendo a che fare con una mitologia potenzialmente così estesa come in questo caso. In questi primi quaranta minuti, al di là delle restrizioni sul tabagismo del protagonista e sul suo orientamento sessuale, sembra che l'intenzione sia stata quella di edulcorare gli aspetti più tragici della vicenda, appiattendo un po' il tutto. Il contesto narrato non incuriosisce particolarmente, i comprimari non colpiscono, e lo stesso Constantine, al di là di un'estemporanea confessione verso la fine dell'episodio, rimane un po' sospeso, intrappolato anche dall'interpretazione di Ryan. A vivacizzare il tutto alzando il livello complessivo la regia di Neil Marshall (Game of Thrones).
È un pilot che comunque intrattiene e mostra ampi margini di miglioramento per uno show che certamente non ha ancora finito di presentarsi. Rimangono dubbi sulla struttura della serie, sull'approfondimento dei caratteri, sulla nuova direzione (narrativa o stilistica?) che gli autori hanno deciso di dare dopo le reazioni al preair.