Compromessi Sposi, la recensione
Si conoscono, si innamorano e vogliono sposarsi anche se le due famiglie si odiano, Compromessi Sposi non si fa venire nemmeno un'idea
Compromessi Sposi intorno all’idea del matrimonio a sorpresa struttura tutta la sua trama, frullando quelli che sulla carta sono gli elementi dei film di maggiore successo degli ultimi anni. Famiglia del Nord contro famiglia del Sud, location fortemente caratterizzata ripresa con droni, amore dei giovani con cellulari, due grandi attori che diffidano l’uno dell’altro, un cast largo di cui ogni membro avrà diritto ad un assolo. Il modello sarebbe Totò Fabrizi e I Giovani D’Oggi ma non è assolutamente vero. Il modello diretto è semmai Io Che Amo Solo Te, il film in cui una volta scelta la location, contattata la film commission locale e scritte le musiche il grosso è fatto.
Quel che Compromessi Sposi non può prendere dal film di Marco Ponti con Scamarcio e Chiatti è la forza produttiva necessaria ad attirare due attori giovani di grande fama, ma ne possiede la medesima mancanza di rispetto verso lo spettatore e la medesima idea di commedia degli affetti, quella in cui il melò è allargato a tutti i membri della famiglia i quali, in tutta risposta, dovranno necessariamente avere ognuno un ruolo specifico nel contribuire alla felicità finale.Famiglie a confronto con più di una trama imbastita e più di un rapporto da sviluppare contemporaneamente come si fa nelle soap, saltando tra l’una e l’altra di dialogo in dialogo, eppure, straordinariamente, questo film che vanta 5 sceneggiatori è davvero poco scritto, addirittura per nulla quando si tratta di far interagire Salemme e Abatantuono, palesemente a ruota libera con conseguenze disastrose per entrambi che invece altrove possono reggere interi film sulle proprie spalle. Ma forse non va tanto meglio agli altri, nelle cui scene candidi pianoforti sottolineano l’insoddisfazione da risolversi prima del sì sull’altare, in cui passeggiano ubriachi in spiaggia parlando da soli dei propri problemi.