Caput Mundi – I mostri di Roma, Nero 2: Come una bestia feroce, la recensione
Abbiamo recensito per voi il numero 2 di Nero, la nuova stagione di Caput Mundi – I mostri di Roma
La narrazione procede spedita, e all'interno di ogni singolo albo della seconda stagione, Nero, vengono condensati diversi eventi che nella tornata editoriale precedente venivano affrontati con un maggior respiro; una scelta che può piacere o meno, ma di fatto conferisce un ritmo più serrato che fa passare in secondo piano alcuni passaggi meno chiari a causa della compressione della vicenda.
Come una bestia feroce, numero in edicola questo mese, ha un titolo che esprime perfettamente i contenuti eccessivi presenti sulle tavole disegnate da Andy Pompeo: sesso, violenza (fisica e psicologica) e perversioni varie restituiscono ancora una volta un ritratto estremizzato di una società malata, quasi caricaturale e grottesco.Alcuni dialoghi, per esempio, sono - forse volutamente - parecchio stereotipati, ma calati nell'insieme hanno un loro senso logico. Allo stesso tempo, nella seconda parte della storia è presente un'intera sequenza dalla forte impronta metaforica che rende ancora più pregnante il senso delle scelte di Nero e di tutti gli altri personaggi. Sotto questo punto di vista, la breve incursione di Pierluigi Minotti aggiunge un tocco onirico all'intera vicenda rendendola ancor più surreale, pur tenendola fortemente ancorata alla quotidianità.
In un mondo in cui a ogni azione corrisponde una reazione sproporzionata e contraria, la legge del più forte e il ritmo dei botta e risposta sono i veri punti di forza. Non c'è un attimo di pace e, a prescindere dal fatto che si possa empatizzare o meno con eroi e villain, vi sarà difficile posare l'albo sul comodino prima dell'ultima pagina.