Ascender vol. 1: La galassia infestata, la recensione
Ascender vol. 1: La galassia infestata inaugura alla grande la nuova fase delle avventure dei personaggi creati da Lemire e Nguyen
Alpinista, insegnante di Lettere, appassionato di quasi ogni forma di narrazione. Legge e mangia di tutto. Bravissimo a fare il risotto. Fa il pesto col mortaio, ora.
Il primo volume di Ascender, la nuova serie di Jeff Lemire e Dustin Nguyen, rende quasi immediatamente manifesto il suo legame di continuità con Descender, la saga fantascientifica che l'ha preceduta e da cui origina. I luoghi sono gli stessi che abbiamo potuto apprezzare durante l'odissea cosmica di Tim-21, il modello di androide da compagnia, insieme vittima degli eventi e figura quasi biblica di coesione tra umani e macchine, protagonista dei sei volumi di Descender. I pianeti dell'antico Consiglio Galattico Unito sono caduti in disgrazia dopo l'arrivo dei giganteschi mietitori. I robot hanno abbandonato l'umanità che li aveva schiavizzati e la tecnologia e la scienza sono diventate tabù. L'equilibrio di importanza tra i mondi di quello che era il CGU si è invertito e ora, nella galassia di Megacosmo, governa la Madre.
"Nulla ci fa pensare che questa seconda saga sia meno entusiasmante di quanto visto in passato."In tutto questo, Andy, il fragile e impressionabile ragazzino cui fu affidato Tim-21 all'inizio della storia, è sopravvissuto al cataclisma di dieci anni fa. Uno dei personaggi dal percorso psicologico più accidentato, più contraddittori e altalenanti di Descender, giunto infine a una consapevolezza più solida e a un'accettazione di sé che lo ha portato a vincere il suo odio per le macchine, fa quel che può per tirare avanti sul pianeta di Sampson. Un tempo centro pulsante del CGU, oggi è un mondo decaduto, dopo Andy vive in povertà e isolamento, lontano dalla nuova società che si è formata, tentando di mantenere un basso profilo e non entrare nei radar della Madre e dei suoi uomini. Impegnato, nel frattempo, a proteggere Mila, figlia sua e di Effie. Ma qualcosa, nella loro vita apparentemente tranquilla, anche se certamente non serena, sta per cambiare radicalmente.
Non c'è nulla di nuovo ne La galassia infestata, ma non ce n'è bisogno: Descender ci ha dimostrato come Lemire e Nguyen siano in grado di partire da premesse che non hanno granché di originale e di renderle tali con il loro approccio ai temi della storia. Il viaggio di Tim-21 prendeva le mosse da situazioni riconoscibilissime per poi dar vita a un mondo spurio, in grado di convogliare argomenti non banali, di parlare di definizione della vita stessa, di mescolare topoi e linguaggi appartenenti a generi apparentemente opposti e di emozionare grazie all'interazione tra i personaggi e i grandi temi sottesi dalle trame. Lo stesso ci aspettiamo ovviamente da Ascender, che per ora non fa molto più che darci modo di familiarizzare con il nuovo contesto e i nuovi protagonisti. E quelli vecchi che riemergono, cambiati dai dieci anni di salto temporale.
Sin da subito, Lemire spinge forte sull'aspetto emotivo dei personaggi di Ascender, come ci ha abituati nelle sue serie, da Black Hammer a Gideon Falls, accompagnato dalle stellari matite di Dustin Nguyen, che ci hanno già incantato nei sei cartonati di Descender, con le loro atmosfere soffuse, sognanti, i toni pastello e la loro capacità di farci immergere in un mondo che rimaneva sospeso, dal punto di vista visivo. Come in passato, la recitazione di Mila, Andy e delle figure che si muovono attorno a loro è magistrale, e il disegnatore non disdegna di intenerirci anche con un po' di deformazione dei tratti del volto, quando necessario.
Proprio la capacità di tenere assieme tratti apparentemente opposti, dopotutto, è stata una delle colonne portanti del fascino di Descender: avventura e riflessività, trama complessa e attenzione al percorso dei personaggi, ambientazione fortemente connotata sui luoghi comuni della fantascienza e mescolanza di genere erano impronte fortissime conferite da Lemire e Nguyen alla loro storia. Ora che gli equilibri tra scienza e fantasia appaiono ribaltati, non vediamo l'ora di capire se la formula sarà la stessa, ma cambiata di segno, oppure se anche la strategia creativa di Ascender è destinata a stravolgersi, a presentarsi in maniera speculare, oppure a cercare una simmetria del tutto nuova. Per ora siamo contenti del ritorno di questi personaggi e di aver avuto un assaggio del nuovo status quo. Nulla ci fa pensare che questa seconda saga sia meno entusiasmante di quanto visto in passato. E, viste le premesse, non potevamo chiedere di più.