Agents of S.H.I.E.L.D. 4x03 "Uprising": la recensione
Agents of S.H.I.E.L.D. torna dopo la pausa con un episodio in cui il team affronta una minaccia globale che coinvolge gli Inumani
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Quindi, abbiamo un fronte unito contro la presunta minaccia degli Inumani. Gli Accordi di Sokovia hanno portato ad un più stretto controllo degli individui con facoltà eccezionali, un sistema di registrazione che però viene intercettato e messo al servizio di chi vuole eliminare gli Inumani. Si scatena un vero attacco terroristico su scala globale, con alcune grandi città che vengono "spente" per permettere la caccia agli individui dalle facoltà speciali. Un ricatto a cui uno S.H.I.E.L.D. che si prepara a tornare sotto i riflettori non vuole cedere. Tocca a Coulson e gli altri intervenire, riprendendo i contatti con Yo-Yo. Nel frattempo May lotta tra la vita e la morte, mentre Daisy conosce il lato più privato di Robbie e di suo fratello Gabe.
L'episodio gioca molto a mascherare la grandezza di ciò che racconta. Forse perché sa di non avere quelle possibilità produttive o narrative che gli consentono di gettare uno sguardo globale all'universo Marvel in questo momento, ma anche in futuro. Sta di fatto che la situazione è davvero importante qui. Esiste una minaccia globale, un senso di sfiducia e paura generalizzato verso il diverso, verso ciò che non si conosce. Gli Inumani sempre più come gli X-Men di questo mondo, l'avevamo già notato nella precedente stagione. Difficile controllarli, impossibile proteggerli. E potrebbe arrivare il giorno in cui decideranno di proteggersi da soli.Ci piace il nuovo direttore Mace. Questo era anche il suo banco di prova sul campo, e non ha fallito. Coulson gioca un po' a provocarlo, cita Fury, si fa da parte a malincuore, ma al tempo stesso ci tiene a dare il giusto consiglio. Un po' in sottofondo la storyline di May, che ovviamente si riprenderà in extremis. In questo caso tornano i Life Model Decoy, anche se continuano a giocare di rimessa in attesa di diventare più centrali. Abbastanza riuscita l'interazione tra Daisy e il suo nuovo amico.
Confermata l'idea di non voler rendere centrale Ghost Rider e di concentrarsi sulla sua controparte umana. Particolarmente azzeccata la caratterizzazione di Gabe: avrebbe potuto essere altro, una figura sullo sfondo, una vaga motivazione per Robbie, e invece è un personaggio che ha una sua concretezza, delle motivazioni, e si rivela decisivo per la trama.