The Path 1x05, "The Hole": la recensione
La nostra recensione del quinto episodio di The Path
La serie sembra non voler entrare mai davvero nel merito del lato mistico del meyerismo: siamo portati a dare credito alle visioni dei personaggi, confermate dalla messinscena, che le rende visibili e tangibili sia quando sono evocate dalle droghe, come la visione di Eddie nel primo episodio, o le scene di Sarah e Freddie Ridge in questo, sia quando sembrano pure proiezioni della mente, come quella di Eddie dopo aver scavato nel bosco. Senza finora dare alternative razionali, la serie sembra abbracciare il punto di vista dei meyeristi sulla bontà del proprio credo, pur sottolineando che il senso di benessere e di persistente illuminazione sono conseguenze degli allucinogeni, rappresentate anche attraverso il ricorso, in queste occasioni, a (non troppo raffinati) effetti visivi. Se la mancanza di problematizzazione su tali aspetti pseudo-soprannaturali è deludente, gli aspetti relazionali e umani dei personaggi via via approfonditi rimangono i più interessanti: la rivelazione dell’esperienza di Sarah rende più comprensibile la sua fede genuina e totalizzante; l’intimità della preghiera con Cal dice molto sul rapporto tra i due, così come il modo in cui di fronte a Ridge Cal finisce per prendere le difese di lei e della sua scelta di aver aiutato la moglie e il figlio a fuggire. Proprio questo impeto di rabbia e sincero trasporto gli provoca il pestaggio che occupa l’ultima sequenza dell’episodio, in un lungo e fin troppo enfatico montaggio parallelo sulle note di Wild Is the Wind di David Bowie: le botte al ralenti si alternano alle visioni di Freddie Ridge, al sollievo di Sarah ed Eddie per il ritorno all’ovile di Hawk, e naturalmente alla subitanea smentita, dimostrazione che non è mai una buona idea porre restrizioni e veti agli adolescenti, anche se meyeristi.
La molta carne al fuoco fa quasi dimenticare le storyline meno interessanti e curate: l’arco di Mary è troppo poco approfondito, e Alison viene finora usata troppo poco e male per portare da qualche parte; tuttavia l’abbondanza di fatti non copre certi disequilibri e l’impressione che nonostante l’impegno nell’approfondire alcune singole situazioni il tutto non sia sempre ben amalgamato. Il culto sembra ancora soprattutto un pretesto per indagare lo sviluppo di personalità, rapporti, devianze all’interno di una comunità chiusa che vede come obiettivo la separazione dalla società civile, un aut aut tra chi decide di vivere secondo il sistema di regole alternativo da loro creato e tutti gli altri, coloro che “sbagliano”. È infatti nella difficile applicazione di questa inconciliabilità che Hawk sta emergendo come uno dei personaggi più credibili e una delle linee più promettenti, in attesa di capire da un lato dove porterà il riallineamento tra Cal ed Eddie, e dall’altro quando le tensioni contrastanti del “triangolo” saranno destinate a deflagrare.