Recensione - Pokémon X e Y - Attraversando Kalos

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Pokémon X e Y sembrano quindi barcamenarsi, in ogni aspetto, tra la innegabile qualità del gameplay e quei tanti difetti che gli impediscono di raggiungere lo status di ottimi giochi

Una recensione a quattro mani per i due nuovi episodi della serie

Come da tradizione ogni nuovo episodio della serie Pokémon esce in due versioni. Per l'arrivo di Pokémon X e Y su Nintendo 3DS abbiamo pensato ad una recensione a quattro mani, che trattasse secondo prospettive diverse, quelle di due giocatori conoscitori della serie, ma dalle diverse visioni, ogni aspetto di gioco. Ecco il risultato.


 

Con Pokémon X e Y la serie di Game Freak approda per la prima volta alle tre dimensioni, un balzo che rimarrà comunque nella storia della saga, il primo passo di una evoluzione che però dovrà trovare altrove il suo perfezionamento. X e Y infatti, nonostante le molte promesse di innovazione e cambiamento, rimangono saldamente ancorati alle meccaniche storiche del gioco catturamostri per eccellenza, e mostrano il fianco alle inevitabili critiche riguardo quello che poteva essere e non è stato. Ci troviamo di fronte a due titoli di indubbia qualità, che però falliscono nel segnare uno scarto sensibile rispetto al passato, appesantiti come sono da una struttura di gioco che è stata di certo snellita, ma che denuncia ormai in maniera cronica il bisogno di una revisione, non profonda, ma funzionale.

La struttura di gioco è quella del gioco di ruolo giapponese più classico, con una mappa da esplorare ed incontri casuali, non contro nemici, ma contro mostriciattoli che possono essere catturati e portati al nostro fianco. La semplicità ed allo stesso tempo il fascino di questa formula di gioco sono quanto hanno segnato il successo del primo episodio della serie nel lontanissimo, dal punto di vista videoludico, 1997, ed ancora oggi la sua qualità è indiscutibile. E' praticamente impossibile passare nel classico campo di erba alta e non desiderare di essere assaltati da una nuova creatura, per catturarla, metterne i dati nel Pokédex e nell'eventualità allenarla, facendola crescere di livello e facendole scoprire nuove mosse. Proprio però il momento catartico dello scontro, quello sul quale è innestata la trovata geniale che distinse e distingue Pokémon dalla massa dei giochi di ruolo, è quello che necessiterebbe una maggiore ristrutturazione.

Il sistema di combattimento della serie inizia a sentire decisamente il peso degli anni. Dal primo episodio ad oggi non è stato praticamente mai toccato, e la legnosità originaria pesa sulla qualità dell'esperienza di gioco. Non è l'alternanza in turni a dare fastidio, nessuno vuole un Pokémon più action, ma la sottolineatura testuale che accompagna ogni mossa, davvero stucchevole ormai. La stessa cura che Game Freak ha impiegato nello snellire la progressione, rendendo sempre chiaro il da farsi, dando quasi subito al giocatore la maggior parte delle MN necessarie per esplorare totalmente il mondo di gioco (le solite taglio, volo, surf e pochissime altre) sarebbe stata graditissima se riposta anche nella parziale modifica degli scontri: non è avvenuto, ed è doppiamente un peccato, perché se ne sente il bisogno e perché quale migliore occasione del primo titolo in un mondo tridimensionale, su una nuova console, per operarla?

Levatoci il dente sul sistema di combattimento, passiamo al resto della sostanza del gameplay. Abbiamo detto di come lo scorrimento sia più fluido e intuitivo, aggiungiamo di come la varietà di alcune in verità brevi fasi aiuti a tenere alto l'appeal dell'avventura, che non potendo contare su una trama interessante invita il giocatore all'esplorazione della nuova regione di Kalos con piccoli espedienti: può capitare magari di cavalcare un Rhyhorn su un impervio sentiero, di dover fare i conti con fastidiose tempeste di sabbia, di scovare anfratti nascosti compiendo evoluzioni sui propri pattini in linea, di risolvere alcuni piccoli enigmi all'interno dei dungeon. Niente di memorabile certo, ma tutti elementi che rendono più piacevole l'attraversamento dei soliti percorsi numerati.

E lì, tra le erbe alte, nel buio delle caverne o mentre nuotano tra i fondali marini, troveremo loro, i Pokémon, le creature che tutti gli appassionati amano. In X e Y fa per la prima volta la sua apparizione il tipo folletto, alcuni mostriciattoli precedente prendono questa catalogazione e ve ne sono di nuovi, ma l'impatto di questa tipologia è minima (è efficace sui tipo drago); per il resto, troviamo vecchie e nuove creature, divise in tre Pokédex, una selezione buona che però ha nelle creature storiche il suo punto forte. I nuovi Pokémon infatti, quelli di sesta generazione, non sono molti, e non tutti risultano particolarmente ispirati. Certo, ci sono le mega evoluzioni che rubano decisamente la scena, rendendo ancora più cattivi i mostri più minacciosi, da Lucario a Blastoise, da Charizard a Mewtwo, ma queste sono disponibili solo nei combattimenti, e possiamo affermare che tutto il clamore al loro riguardo s'è rivelato alla fine ingiustificato.

Pokémon X e Y sembrano quindi barcamenarsi, in ogni aspetto, tra la innegabile qualità del gameplay e quei tanti difetti che gli impediscono di raggiungere lo status di ottimi giochi, ed un simile discorso può essere esteso al comparto tecnico. Mole poligonale, texture, qualità delle animazioni, sono più che buone, e graficamente si tratta di titoli validissimi: non convince appieno la direzione artistica, a tratti poco ispirata e fredda, risultano stranianti i cambi di camera operati in alcune zone, è totalmente deprecabile l'utilizzo alternato dell'effetto 3D dello schermo superiore della console (vi consigliamo di non utilizzarlo, rallenta e non poco il gioco nelle battaglie). La sensazione è quella che il gioco avrebbe richiesto altri mesi di sviluppo, per affinare gameplay e grafica, e magari per arricchire un po' una colonna sonora che risulta solo discreta, nonché per rimpinguare un post-game che risulta molto scarno. Per fortuna che c'è un online mai come prima completo, tra lotte e scambi, a migliorare una longevità altrimenti troppo inferiore agli standard della serie.

Fabio Canonico


 

Le aspettative verso questa nuova generazione di Pokémon erano senza dubbio altissime: aspetto grafico totalmente rinnovato e completamente tridimensionale, nuovi mostriciattoli, maggiore possibilità di personalizzazione del protagonista, mega evoluzioni, nuova struttura narrativa; insomma un bello sconvolgimento nell’universo Game Freak, ultimamente un po’ troppo stagnante su alcune caratteristiche e meccaniche.

Gioco alla mano cosa è però realmente nuovo rispetto ai precedenti episodi? In Pokémon X ed Y è sensibilmente cambiata la struttura di gioco. Sia chiaro, dovremo sempre esplorare varie città catturando mostriciattoli e guadagnando nuove medaglie facendoli combattere, ma in tutto ciò alcune formule classiche ed equilibri sono stati modificati e migliorati, per rendere l’esperienza generale più fluida ed al passo con i tempi. Innanzitutto non esistono tempi morti nell'avventura, questo significa che interagiremo costantemente con personaggi di vari tipi tramite dialoghi, esplorazione o lotte. Così facendo il giocatore non si sentirà mai perso e questo perché avrà, di volta in volta, un obiettivo ben preciso da portare a termine oltre alla classica sfida ai vari capi palestra. Un modo per rendere più avvincente e varia l'avventura, anche se c'è da dire che la trama che muove il tutto è molto semplice e pensata per un pubblico giovane. A proposito di esplorazione, è da menzionare anche la presenza nei vari dungeon di personaggi che verranno in nostro aiuto per curare la squadra: ciò contribuisce a diminuire il cosiddetto backtraking, che negli episodi precedenti costringeva, magari a metà esplorazione, a ritornare al più vicino centro Pokémon per ricaricare i mostriciattoli esausti a causa delle varie battaglie.

Altro equilibrio modificatosi è il livellamento dei mostri: ora il condividi esperienza permette di condividere i punti ottenuti non con un solo altro Pokémon, ma con tutti i membri del party. Sia chiaro, per non stravolgere troppo gli equilibri è stata diminuita la quantità di esperienza che i Pokémon ci conferiscono, ed è aumentato oltretutto il loro livello, in modo da mantenere comunque un buon bilanciamento della difficoltà.

Snellita di molto anche la parte relativa al miglioramento delle statistiche dei singoli mostri: un tempo per migliorare le statistiche singole di un Pokémon era necessario sconfiggere certe tipologie di creature, aumentando di livello. Ora è stato introdotto un piccolo minigioco che permette di fare ciò, diminuendo notevolmente il tempo necessario.

Ultima grande novità sono le mega evoluzioni, ovvero trasformazioni temporanee che un numero limitato di Pokémon è in grado di eseguire, possibili solo se questi tengono con loro una specifica pietra. Le conseguenze di questa mega evoluzione sono un aumento delle statistiche e, talvolta, anche un cambio del tipo. In questo modo gli equilibri delle battaglie, sia online che offlline, vengono modificati, trasformando i Pokémon in grado di effettuare questa trasformazione in veri e propri assi nella manica da giocare al momento dell'occorrenza.

Le novità terminano qui? Beh, se tralasciamo per un momento l'ottimo lavoro svolto per ricreare i modelli tridimensionali di tutti gli oltre 600 Pokémon esistenti si, Pokémon X ed Y non possiedono moltissime novità rispetto ai precedenti episodi. La nuova grafica tridimensionale del mondo di gioco risulta essere talvolta quasi un ostacolo ad un'esplorazione semplice ed immediata delle location, questo perché Game Freak ha voluto giocare con la telecamera, creando scorci suggestivi ma, al contempo, molto poco pratici. Anche tutti gli eventi ed attività accessorie sembrano un po' scarseggiare: certo, è stato creato Poké Io&Te, il minigioco in stile Nintendogs per migliorare l'amicizia tra allenatore e Pokémon, ma questo è purtroppo estremamente limitato e riesce a stancare il giocatore in davvero pochissimo tempo. Molto limitata anche la possibilità di personalizzare il proprio avatar nel gioco: il numero di indumenti e capigliature è assai ristretto, un vero peccato!

Pokémon X ed Y rappresentano il grande passo della serie verso un completo 3D ed il risultato ottenuto è davvero scenografico e bello da vedere. La regia delle battaglie è ben fatta, i modelli poligonali dei mostriciattoli dettagliati e fedeli agli artworks, le animazioni abbastanza fluide e gli effetti speciali più che adeguati. Se però si va a grattare la superficie ci accorgeremo che X ed Y sono sì giochi con una modalità storia maggiormente articolata e un po' più coinvolgente che in passato, ma oltre a questa resta poco da fare. Ultimo neo riscontrato è infine il numero dei mostri inediti di questa generazione: il più basso in assoluto se si escludono le mega evoluzioni, con un design che oltretutto non sempre brilla per qualità ed originalità. Fortunatamente Game Freak ha confezionato una componente multiplayer davvero massiccia, con molte modalità tra cui scegliere e che garantirà tante ore di gioco oltre al single player.  

Giacomo Quadrio

Tipologia di Gioco:

Pokémon X e Y si attengono fedelmente ai dettami della serie, che coniuga l'aspetto ruolistico alla cattura ed alla crescita di sempre nuove creature.

Come è Stato Giocato:

Abbiamo ricevuto le due versioni del gioco da Nintendo, tramite codice per il download da eShop, e ogni redattore vi s'è approcciato diversamente, privilegiando l'aspetto collezionistico o quello della progressione nel gioco. Abbiamo atteso la fine del secondo embargo, quello sui dettagli, per proporvi una recensione quanto più completa possibile.

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