Recensione - Life Is Strange - Dark Room
Il quarto episodio di Life Is Strange, Dark Room, prepara al finale, tra rivelazioni e momenti importanti: la nostra recensione
Un inizio fatto di delicatezza e tranquillità, nonostante la situazione nella quale Max si ritrova catapultata, e che culmina con la terribile scelta e la progressione della trama, mette subito il giocatore nello stato d'animo giusto, quello di chi vuol vedere procedere la storia, allo stesso tempo emozionandosi, con un occhio alla parte squisitamente più ludica. Dark Room è ottimo nell'offrire tutto questo, attraverso un alternarsi di vicende continuo seppur graduale, e sono tutte vicende significative, la fastidiosa sensazione di momenti atti a fungere da riempitivo e per niente rilevanti, nonostante il gioco li volesse far sembrare tali, del terzo episodio non riaffiora mai. E' probabilmente questo il capitolo più sostanzioso del gioco in assoluto, per la densità di accadimenti importanti certo, ma anche per espedienti ludici finalmente interessanti, non clamorosi ma comunque intriganti, quasi da avventura grafica vecchio stile, anche se il cuore della produzione rimane comunque nella narrazione.
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Permane sempre la sensazione che si venga condotti un po' troppo per mano verso gli accadimenti, ma la differenza di Dark Room rispetto ai precedenti tre capitoli sta nel fatto che le scelte effettuate nei precedenti episodi sembrano avere maggior peso, così come sembrano averle quelle che vengono fatte durante, preparative a quello che sarà il finale, un gran finale, se verranno rispettate le premesse messe in atto. Nella sua parte finale infatti il quarto episodio esplode letteralmente, con la soluzione di una vicenda in particolare, che porta ovviamente verso altre rivelazioni, vero altri momenti importanti, prima degli ultimissimi, totalmente inaspettati, dai quali non sembra esserci ritorno, nonostante le capacità di manipolazione del tempo di Max; anzi, in Dark Room queste vengono utilizzate significativamente meno che in precedenza, che sia questo un segnale?
Il modo in cui Life Is Strange si è avviato quindi alla conclusione è ottimo. Finalmente sono arrivate le prime risposte, ma la trama al tempo stesso ha preso direzioni totalmente inaspettate. Era quello successo alla fine del terzo episodio, e quanto è arrivato dopo, con questo, ha piacevolmente stupito. Ci aspettiamo e ci auguriamo che succeda ancora, con un degno finale, che certamente avrà il suo ruolo nel definire il peso specifico dell'opera completa di DONTNOD Entertainment, ma anche se dovesse essere non clamoroso per qualità non andrebbe sicuramente ad intaccare in maniera sensibile quanto visto e giocato sinora. Nella sua totalità, anche al netto del passo falso del terzo episodio, Life Is Strange è già da ora una produzione significativa, per quello che racconta, ma soprattutto per il come, per il suo stile e le sue atmosfere. Ora manca solo la classica ciliegina sulla torta, che potrebbe essere una quinta parte di qualità tale da valorizzare ancora di più, forse al punto da renderlo storico, l'ottimo lavoro fin qui compiuto.