Games on Demand: realtà o occasione persa?
La possibilità di scaricare a pagamento dagli store ufficiali delle major porterà benefici all'industria e ai videogiocatori o no? Attualmente i prezzi folli lasciano propendere verso la seconda ipotesi...
A cura di Max (esperto, impiegato in un negozio di videogame)
Sono ormai passati tre anni da quando tutte le maggiori software house sono entrate nel mercato con le tre consolle "next gen", ognuna con un servizio live e degli store on line che permettono di scaricare a cifre più o meno modiche add-on di giochi, vecchie glorie riproposte con grafica più attuale (Secret of Monkey Island, Street Fighter 2 ecc.) o piccole perle di giocabilità e retrogaming.Attraverso questi Store ognuno dei colossi del mercato videoludico cerca di diffondere la sua idea di esperienza online, tre idee profondamente diverse e con caratteristiche totalmente differenti.
A questa offerta ormai consolidata si sta aggiungendo in questi mesi sia il Games on Demand di Microsoft per i giochi XBOX 360 sia, con l'uscita della nuova PSP Go (la nuova portatile di casa Sony in arrivo in autunno), un maggior numero di novità e giochi completi scaricabili da Playstation Store.I vantaggi di avere giochi nuovi direttamente scaricabili sulla consolle di casa dovrebbero essere considerevoli. La comodità di acquistare il proprio gioco al momento del lancio senza neppure dover uscire di casa, il vantaggio di aver sempre una copia sullo scaffale virtuale senza il rischio di restare giorni aspettando nei negozi il restock di un titolo... senza parlare di un ipotetico e considerevole abbassamento del prezzo di copertina, che dovrebbe comunque dare un colpetto alla tanto temuta e inarrestabile pirateria, quel mostro vorace che minaccia tanto l'industria videoludica che quella cinematografica. Si prepara quindi un periodo dove i negozi di videogames diventeranno il luogo solo per appassionati che cercano titoli rari o introvabili, oppure quelle limited edition per collezionisti, come dei negozi di numismatica o filatelia?
Purtroppo o per fortuna - a seconda dei punti di vista - no, e per un motivo molto semplice: attualmente il software scaricato viene venduto allo stesso prezzo di quello che si trova nei negozi, anzi spesso a prezzo maggiore, un fatto ai limiti dell'assurdo se si considera che sul prezzo del download non incidono certo gli stessi costi di produzione e di distribuzione, che non ci sono intermediari e che l'utente finale non dispone neppure di un prodotto rivendibile sul mercato dell'usato.
Sembra quasi che il Games on Demand venga visto come un'opportunità ed una vetrina per fare pubblicità ai prodotti piuttosto che come una delle forme di distribuzione del futuro, una forma che permetterebbe oltre all'abbattimento dei costi (e di conseguenza dei prezzi) vantaggi quali una distribuzione contemporanea a livello mondiale o continentale, un'offerta di titoli di nicchia che spesso non vengono distribuiti al di fuori del Giappone o degli stati uniti limitando fenomeni quali l'importazione parallela e la pirateria.
Siamo sicuramente ad un momento molto importante e di svolta di quello che l'industria del videogioco potrà offrire: basta solo avere il coraggio di osare un po' di piu' senza vedere per forza il cliente come una gallina dalle uova d'oro. Non credo che il games on demand avrà effetti negativi sui distributori e sul rivenditore finale: così come nel mondo del cinema e della musica, l'appassionato vorrà sempre avere la sua collezione da ammirare, i suoi manuali, le sue guide strategiche, i suoi piccoli gadget. In ogni caso insieme alle consolle attuali c'e' già un'altra next-gen pronta a irrompere tra qualche anno nelle nostre case con i suoi giochi probabilmente non scaricabili...
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