Venomverso, la recensione
Abbiamo recensito per voi Venomverso, miniserie-evento di Cullen Bunn e Iban Coello
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.

Battere il ferro finché è caldo: pare sia questo l'adagio preferito della Marvel, negli ultimi anni, e di certo è l’orientamento degli editor, perché risulta arduo immaginare diversamente la genesi di una miniserie tanto sconclusionata e priva di mordente come Venomverso, arrivata in Italia sulle pagine dello spillato Venom, edito da Panini Comics.
Il parallelo con Ragnoverso, saga ragnesca del 2014, è evidente tanto nel nome quanto nei contenuti dell’opera sceneggiata da Cullen Bunn, ma, oltre a sfruttare il lancio dettato dal richiamo al fortunato evento ragnesco, non ci sono reali motivi che riescano a giustificare un prodotto tanto mediocre.Come sa chi segue il quindicinale dedicato al V-Man, Eddie Brock è di nuovo l'ospite del simbionte, andando a riformare la letale coppia creata più di trent’anni fa da David Michelinie e Todd McFarlane. Durante uno scontro con Jack Lanterna, il protagonista è stato misteriosamente teletrasportato in una dimensione alternativa, al cospetto di una versione venomizzata di Doctor Strange e Capitan America. I due erano intenti radunando un esercito di V-Man e V-Woman provenienti da ogni angolo del Multiverso. Lo scopo del reclutamento è affrontare i Poison, veri e propri cacciatori interdimensionali di simbionti.
La resistenza organizzata dallo Steve Rogers di Terra-TRN 644 e dallo Stregone Supremo può contare anche sull'apporto di Deadpool, Pantera Nera, Vecchio Logan, Spider-Woman, Rocket Raccoon, X-23, Spider-Man, Ghost Rider, l'Agente Venom, Mania e Ant-Man. La genesi di questi personaggi è stata narrata nelle storie di Ai confini del Venomverso, pubblicate nei precedenti tre numeri della collana; dall'ottavo seguiamo dunque le vicende successive all’ingresso del "nostro" Venom (quello di Terra Prime) nella resistenza e i brutali scontri contro gli alieni Poison, entrati in possesso dei corpi di vari super eroi.Come accadeva in Ragnoverso, Bunn raduna le varianti del protagonista della saga provenienti da più dimensioni del Multiverso per scagliarle contro un nemico comune deciso a sterminarli. Le già discutibili premesse che hanno portato a questo evento vengono completamente svilite da una costruzione banale in cui risultano evidenti buchi di trama; in particolare, manca la costruzione di una solida mitologia che contrapponga ai Venom dei nemici mossi da motivazioni interessanti. In tal senso, la storia breve Un racconto di Terra-TRN 644 - di Aaron Covington e Khari Randolph - non riesce a offrire un background in grado di giustificare una tale profusione di azione.
Svanito l’iniziale interesse per gli accattivanti mash-up tra gli eroi della Casa delle Idee e il simbionte, ciò che resta è una sequenza di concitati scontri che alzano un enorme polverone, dal quale però non emerge nulla. Bunn non è nuovo a operazioni del genere: basti citare Mostri Scatenati, evento volto a celebrare la grandezza del genio di Jack Kirby sfruttando alcune sue mostruose creature, ma rivelatosi un buco nell’acqua. Anche in quel caso, lo scrittore statunitense non riusciva a imprimere alla componente narrativa la giusta profondità e il necessario mordente, lasciando che la riuscita del progetto fosse affidata esclusivamente ai disegni, che in questo caso sono opera di Iban Coello.
L’artista spagnolo è abile nell’esaltare il dinamismo e l’energia della saga, rappresentando di fatto una delle pochissime note positive. La gestione degli scontri è buona, così come è affascinante la rilettura in chiave venomizzata di icone dell’Universo Marvel. Pur nella loro brutalità, le soluzioni adottate mantengono sempre una compostezza e un’eleganza che non stona con i toni horror caratteristici di Venom, e avvicina l'interpretazione di Coello a quella primigenia di McFarlane.
Venomverso resta però l’ennesimo passo falso nella gestione di un personaggio dalle ottime potenzialità. Aspettiamo dunque con ansia il rilancio firmato da Donny Cates e Ryan Stegman, che tanto sta facendo discutere negli Stati Uniti.