Tex Magazine 2, la recensione
Due imperdibili storie a fumetti impreziosiscono il secondo Tex Magazine, firmato, tra gli altri, da Chuck Dixon
Classe 1971, ha iniziato a guardare i fumetti prima di leggerli. Ora è un lettore onnivoro anche se predilige fumetto italiano e manga. Scrive in terza persona non per arroganza ma sembrare serio.
Il primo, più lungo, segna l'esordio sul personaggio di Antonio Zamberletti, ex agente della Polizia di Stato e talento alquanto versatile, già visto all'opera su altri personaggi storici di Sergio Bonelli Editore come Zagor, Nathan Never e Dampyr. Lo scrittore milanese, nato come autore di romanzi hard boiled, si dimostra meravigliosamente a suo agio con il genere Western e ci regala un soggetto e una sceneggiatura coi fiocchi.
Come si comprende dal titolo, Freedom Ranch è una storia di libertà e contro la discriminazione razziale. Abraham Lawrence è un ex caporale dei Buffalo Soldiers, il 10° Reggimento di Cavalleria dell'Esercito degli Stati Uniti, composto da soldati neri guidati da ufficiali bianchi. Per onori militari si è guadagnato un ranch, che gestisce e governa insieme ad altri afro-americani, messicani, apache ed ex galeotti; tutte minoranze rifiutate a causa dei pregiudizi e della diffidenza della società di allora.Lo sceriffo della vicina città di Danson (Arizona) ne è un degno rappresentante; insieme a un arrogante e disgustoso proprietario terriero, Charlie Blisset, è deciso a scacciare Lawrence e ad impadronirsi della sua terra. A dar loro man forte viene chiamato un vecchio commilitone di Blisset, il pericoloso Brad Tunner, insieme alla sua marmaglia di tagliagole. Per fortuna, Tex e Kit Carson sono da quelle parti...
Attraverso una prova superba, Zamberletti ci restituisce Aquila della Notte in tutto il suo fascino e splendore. Entrato perfettamente nei meccanismi del fumetto, del rapporto del protagonista con l'amico Capelli d'Argento, ne esprime l'essenza fatta di coraggio, giustizia e ironia.Freedom Ranch è un racconto esaltante, non solo per il tema affrontato, ma anche per come viene sviluppato in un susseguirsi di azione, suspense, battute e colpi di pistola. Il merito è da condividere con il tratto superbo di un maestro come Walter Venturi, capace di fornire un'interpretazione classica dell'icona Bonelli, ma comunque personale; sontuoso nella caratterizzazione degli antagonisti e nel dinamismo delle scene.
Il secondo episodio del volume, Terrore tra i boschi, è una vera e propria chicca narrativa e grafica. I testi sono di un autore internazionale come Chuck Dixon, che tutti i fan di fumetti americani ricorderanno soprattutto per Batman e The Punisher; i disegni portano invece la firma di Michele Rubini, straordinaria, eclettica matita in grado di spaziare da Zagor a Morgan Lost.
In quest'avventura solitaria di Kit Willer (ritratto in modo delizioso), gli statuari Tex e Tiger Jack compaiono sempre in secondo piano. Ci spostiamo in Nuovo Messico dove il ragazzo finisce agli arresti e fa la conoscenza del simpatico Otis, che si guadagna da vivere con il famoso gioco delle tre carte. I guai però vengono da un tutore della legge tutt'altro che integerrimo e da una canaglia come Dumont, che sfrutta i boschi della tribù indiana degli Zuni con la propria squadra di taglialegna. I testi di Dixon, la regia e l'eleganza di Rubini garantiscono un continuo di emozioni.