Stanley Donen, l'uomo che strappò il musical al teatro e lo consegnò al cinema
Una delle figure chiave nel lungo processo di emancipazione del cinema dalle altre forme d'arte, un rivoluzionario senza compromessi
Nasce il musical sognante in cui le canzoni non solo dicono quello che i personaggi provano (era sempre stato così) ma questi possono ballare i loro sentimenti in paesaggi che cambiano, sfondi impossibili, mondi da sogno. L’astrazione prende il posto del realismo e l’immagine conta più del ballo, o almeno quanto esso. Impensabile!
Quest’idea di cinema regala ad un genio come Gene Kelly le sue due immagini più iconiche: prima quella vestito da marinaio in Un Giorno A New York e poi ovviamente nel 1952 quella in giacca, cappello e ombrello rigorosamente chiuso sotto la pioggia. Il loro successo più grande, il musical che ha segnato la strada dei musical fino agli anni ‘70.
Ma Donen era già Donen anche quando non era un regista e faceva il coreografo, già allora cercava di cambiare il sistema da dentro e fare del ballo al cinema qualcosa di lontano dal teatro. Nel 1945 (sempre con Gene Kelly) in Due Marinai e Una Ragazza di George Sidney lo faceva ballare con un personaggio animato (per dire di quanto poco era disposto a fare la sua rivoluzione per gradi).
https://www.youtube.com/watch?v=1eiUdM0tZ7s
Tra il 1949 e la metà degli anni ‘50 Stanley Donen dirige come un forsennato e concentra in pochi anni una rivoluzione la cui influenza è inestimabile e non solo per il genere musicale, ma proprio per le ambizioni del cinema di svincolarsi dai retaggi delle forme d’arte da cui è nato. Quando Cantando Sotto La Pioggia arriva al suo culmine, nella scena più famosa con il brano che dà il titolo a tutto il film, Donen ha raggiunto un tale livello di simbiosi con Gene Kelly (simbiosi che finirà di lì a poco burrascosamente) da essere in grado di fondere a livelli raramente raggiunti, le possibilità di un regista di creare una scena il cui senso va oltre ciò che avviene e quelle di un ballerino di popolare l’inquadratura con se stesso e il proprio movimento. Nel più grigio dei contesti Gene Kelly interpreta il raggio di sole, là dove si è tristi Stanley Donen piazza il suo ossimoro e trova la più grande celebrazione dell’essere vivi, possedere un corpo e goderne. Nell’America (e nel mondo) reduce dalla seconda guerra mondiale l’immagine è gigantesca e di una potenza che vale davvero una carriera.https://www.youtube.com/watch?v=D1ZYhVpdXbQ
Dopo la metà degli anni ‘50 inizierà per Donen un’altra carriera, fuori dal musical strettamente detto, in film “musicali” in altre maniere come Cenerentola a Parigi o Il Gioco Del Pigiama o musicali per niente come Ancora Una Volta Con Sentimento e non gli mancheranno i successi, alle volte pazzeschi, come è accaduto con Sciarada e con un film dai toni opposti quasi premonitore della new Hollywood un decennio prima, come Due Per La Strada.
Giustamente sarà ricordato per Cantando Sotto La Pioggia ma probabilmente per i motivi sbagliati, per molto di quello che in quel film andrebbe dato a Gene Kelly. Stanley Donen invece era molto più che la spalla del grande ballerino, era il cervello di Gene Kelly, quello che ha inventato il mondo in cui lui poteva trionfare.