Cavazzano 50 - Disegni, colori e sogni, il reportage della mostra
Abbiamo visitato la mostra Cavazzano 50, che celebra il mezzo secolo di carriera dell'osannato artista
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
Si terrà fino al 4 novembre, all'interno del Palazzo Bufalini a Città di Castello, la mostra Cavazzano 50 - Disegni, colori e sogni, la più ricca e completa esposizione mai realizzata sull'arte del Maestro veneziano.
All'ingresso, il visitatore viene accolto da Vincenzo Paperica, l'alter ego piumato di Vincenzo Mollica, creato proprio da Cavazzano; la sua è solo la prima di diverse sagome di cartone disseminate tra i corridoi della mostra per accompagnare il pubblico.
Chiude la sezione dedicata a Topo Maltese una poltrona di vimini che funge da set dove scattarsi una fotografia nei panni dell'iconico marinaio.
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Tocca un'immagine per scorrere la galleriaLa corposa collezione dedicata a Topi e Paperi si apre con un disegno inedito di Topolino e Pippo risalente al 1964, qualche anno prima della pubblicazione della storia d'esordio di Cavazzano.
Sono poi esposte decine di illustrazioni utilizzate per copertine o tavole di storie ormai divenute dei classici. Trovarsi davanti agli originali per poterne osservare i minuziosi dettagli è senza dubbio un'esperienza memorabile per qualunque appassionato di fumetto disneyano.
Tra gli esemplari più interessanti, le matite della storia Paperinik: Un vero eroe, del 2011, nella quale Cavazzano ha evidentemente sperimentato una regia più libera, in qualche modo debitrice di PKNA.
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Tocca un'immagine per scorrere la galleriaTra i lavori che spiccano nella carriera di Cavazzano, le recenti storie di Topalbano, di cui è esposta anche la tavola a matita della prima vignetta di Topolino e la promessa del gatto, con una dedica "alla cara Valentina" (supponiamo si tratti dell'ex direttrice De Poli).
Paperica introduce poi le versioni papere di Vasco Rossi e Mina, due dei VIP più apprezzati tra quelli reinterpretati dall'autore veneziano. Tra gli esemplari più sbalorditivi della mostra c'è senza dubbio la doppia tavola di apertura di Topolino e il passaggio al Tor Korgat, storia apprezzata per la straordinaria rappresentazione dei paesaggi montani.
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Tocca un'immagine per scorrere la galleriaCavazzano 50, però, non è solo Disney. L'esposizione non poteva esimersi dal fornire una panoramica sulle altre opere del grande disegnatore, a cominciare da Capitan Rogers e Altai & Johnson, con i quali ci si imbatte anche nel soggetto dattiloscritto personalmente da Tiziano Sclavi.
Ci sono anche i lavori rivolti a un pubblico più giovane, come le avventure di Timothy Titan (presente il meraviglioso omaggio a Jacovitti) e le storie promozionali di Eldo Leo.
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Tocca un'immagine per scorrere la galleriaTra il prezioso materiale in esposizione troviamo anche estratti da Jungle Town, Angry Birds, illustrazioni promozionali e gli studi per un interessante progetto animato sulla vita di Gesù che purtroppo non si è mai concretizzato.
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Tocca un'immagine per scorrere la galleriaLe collaborazioni di Cavazzano con Sergio Bonelli Editore e Marvel sono rappresentate da disegni con Dylan Dog e Groucho, copertine dedicate ai super eroi e alcune tavole di Spider-Man: Il segreto del vetro. L'anno scorso l'artista ci aveva svelato che il personaggio della Casa delle Idee che avrebbe preferito disegnare è il Punitore, e qui possiamo finalmente vedere gli studi di Frank Castle inviati alla casa americana e mai approvati.
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Tocca un'immagine per scorrere la galleriaUna sala è interamente dedicata alle storie disneyane ispirate ai capolavori cinematografici: impossibile rimanere indifferenti davanti alle versioni a fumetti di La strada, Casablanca, Fantozzi, L'uomo senza memoria e Novecento.
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Tocca un'immagine per scorrere la galleriaLa parete più ghiotta dell'esposizione svela per la prima volte le tavole a matita di una parodia di Star Wars che doveva essere realizzata per il mercato estero, sfortunatamente mai completata.
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Tocca un'immagine per scorrere la galleriaOttima anche la selezione di dipinti realizzati da Cavazzano, la quale dimostra come il suo talento dell'artista non si limita a matite e chine.
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Tocca un'immagine per scorrere la galleriaDopo aver ammirato per ore la mostra, abbiamo incontrato Luca Boschi e gli abbiamo chiesto secondo lui cosa rende Giorgio Cavazzano un artista così straordinario:
Vincenzo Mollica ha detto: "Se Carl Barks" - e aggiungo io Floyd Gottfredson - "è il Vecchio Testamento, Giorgio Cavazzano è il Nuovo Testamento".
Il suo segno è estremamente comunicativo, ma questo si potrebbe dire di tutti i più bravi. C'è stata però una miscela di acquisizioni nel corso del tempo, una serie di apporti provenienti da scuole diverse: il suo apprendistato di dieci anni come inchiostratore di Romano Scarpa, dal quale probabilmente ha ereditato l'agilità e la mimica nella recitazione dei personaggi, un debito per stessa ammissione di Cavazzano nei confronti del fumetto franco-belga, lo studio di Uderzo, ma anche di Hermann per quanto riguarda le ambientazioni. Poi c'è un twist, una parte satirica in più che altri autori non hanno.
Le sue opere disneyane e quelle non disneyane hanno una matrice comune che, sempre per sua ammissione, ricava dagli autori della rivista americana "Mad Magazine", in particolare Jack Davis e Wally Wood, con un tratteggio del pennino sottile contrapposto alla pennellata calda e larga per i bordi. Poi, strada facendo, adatta il suo stile e lo assesta: c'è un evoluzione generalizzata, cioè che non si limita a un ambito d'azione ma a tutto il suo spessore artistico. In alcuni casi non riesci a individuare un punto di rottura perché questo avviene in modo sfumato, mentre in altri casi ci sono degli step abbastanza evidenti.
Ne individuerei due: il primo avviene all'inizio degli anni '80, quando c'è un cambio di stile forzato perché dalla Disney americana gli viene detto che i suoi disegni sono troppo poco a modello, i personaggi sono troppo nervosi, le gambe sono troppo lunghe, le inquadrature non sono molto disneyane perché c'è una gabbia delle vignette pensata in modo strano... perciò lui si tranquillizza; poi c'è un secondo momento in cui scopre quale sono le somatiche che lo attirano di più e ha inizio con la storia "La strada", con l'interesse per i paperi che si sposta completamente sui topi, non solo per disegnare Topolino ma anche per confrontarsi con fisionomie molto diverse tra loro. Spesso accadeva che i personaggi secondari, seppur ottimi, avessero una struttura molto simile, esseri umani con il nasone; Cavazzano comincia invece a differenziarli per caratteristiche, ma anche per razze, compaiono cani, cavalli, un assortimento molto più ricco.
Ovviamente il fumetto Disney ha dei canoni precisi, ma se andate a vedere "Jungle Town" o le illustrazioni promozionali di Eldo Leo, dove Cavazzano è stato lasciato libero di esprimersi, lì c'è veramente di tutto.