Nomadland, il produttore parla della distribuzione avvenuta durante la pandemia: "Una fatica di Ercole"
Peter Spears, il produttore di Nomadland, spiega dal backsgate virtuale degli Oscar, parla della distribuzione del film in piena pandemia
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La pellicola di Chloé Zhao, vincitrice del Leone d’Oro al Festival di Venezia, ha conquistato l’Academy durante la Notte degli Oscar facendo guadagnare a Frances McDormand la sua terza statuetta come migliore attrice protagonista, e facendo diventare Zhao la seconda donna nella storia a vincere l’ambito premio come regista (è la prima donna non caucasica a farlo). McDormand, nel ritirare il suo premio, ha raccomandato al pubblico di andare a vedere il film sullo schermo più grande possibile (e di cercare di vedere tutti i film degli Oscar così), un chiaro riferimento al fatto di vederlo al cinema dove possibile.La possibilità di portare a termine questa pellicola nel bel mezzo di una pandemia - e di distribuirla al cinema - è stata una fatica di Ercole. Era il momento giusto e la storia ha toccato le persone visto che si parla di comunità e umanità condivisa. Avrebbe avuto un significato differente se fosse uscito prima [della pandemia, ndr.]
LEGGI: la recensione
Nomadland è basato sul libro di Jessica Bruder “Nomadland. Un racconto d’inchiesta”, edito in Italia da Edizioni Clichy. Il film sarà su Disney+, all'interno della sezione Star, dal prossimo 30 aprile.
Questa la sinossi:
Dopo il collasso economico di una città aziendale nel Nevada rurale, Fern carica i bagagli sul proprio furgone e si mette in strada alla ricerca di una vita fuori dalla società convenzionale, come una nomade moderna. Terzo lungometraggio della regista Chloé Zhao, Nomadland vede nel cast la presenza dei veri nomadi Linda May, Swankie e Bob Wells nel ruolo di mentori e compagni di viaggio di Fern durante il suo vagare attraverso i vasti paesaggi dell’Ovest americano.