Jim Carrey parla del suo nuovo libro e spiega la sua paura di morire "non in ordine"
Jim Carrey ha scritto un libro di finzione che parla di apocalisse e rinascita, e in un'intervista parla del suo lavoro e della sua vita
Il New York Times ha pubblicato un’intervista a Carrey e Vachon in cui l’attore ha raccontato, con il suo tono sempre sopra le righe e graffiante, il suo rapporto con Hollywood, il rifiuto di scrivere una biografia cronologica e fattuale e… della sua paura di morire in disordine.
Memoirs and Misinformation: A Novel supererà i confini tra racconto e finzione presentando come protagonista un Jim Carrey immaginario. Il personaggio affronterà la cultura egocentrica di Hollywood e cercherà di ottenere la parte di Mao Tse-tung in un film. E ancora, saranno presenti nel libro: incendi catastrofici, gruppi di eco terroristi per sole donne, oltre a dei Nicolas Cage, Gwyneth Paltrow e Anthony Hopkins di finzione.Ma quanto c’è di vero nel libro e quanto è inventato? Jim Carrey ha risposto così quando gli è stato chiesto se volesse scrivere un’autentica autobiografia:
Il protagonista del racconto, ha spiegato l’attore, nonostante abbia il suo stesso nome è solamente una sorta di avatar di tutte le star e le celebrità nella sua posizione. Nella finzione del libro sono raccontate infatti alcune verità di quel mondo di luci e riflettori pieno di eccessi e vanità. Come detto, nel romanzo sono usati i nomi di altre celebrità, sempre come “avatar” di persone e situazioni reali. I due autori, senza preoccuparsi troppo dei problemi legali conseguenti, hanno informato della cosa i diretti interessati inviando loro una copia del libro con una lettera di spiegazione.A questo punto della mia vita artistica, non considero nulla più noioso che l’idea di scrivere i veri eventi della mia vita in un ordine cronologico cercando di espandere il mio “brand”. Questo libro non è così.
Il libro racconta la frustrazione del protagonista con Hollywood e la sua alienazione rispetto ai successi e al suo stesso lavoro. Una prospettiva molto vicina a quella dell’attore, il quale ha confermato:
The Truman Show non si sbagliava. Sono un tipo che un giorno, all’improvviso, ha guardato in alto e ha visto tutti i macchinari e le luci cadere dal cielo. Ogni mio progetto è una piccola parte di me che ricrea me stesso, abbatte il vecchio io e crea qualcosa di nuovo. Per tutta la mia carriera ho chiesto molto al mio pubblico e loro mi hanno permesso di fare queste cose. Penso che se lo aspettino da me, in un certo senso, non si aspettano qualcosa di convenzionale.
A proposito di non aspettarsi una risposta convenzionale, Jim Carrey, come sempre, si è lasciato andare a ruota libera nell’intervista e ha raccontato la sua paura di morire all’improvviso e non essere presentabile.
Ho visto su YouTube un video John Lennon morto e trasportato su una barella. Sono uscito di testa perchè in quel momento ho realizzato che probabilmente qualcuno farà dei selfie quando il mio corpo decadrà. Il terrore e la paura mortale di essere un buon cadavere mi hanno spinto in bagno a sistemarmi prima di andare a letto così che se dovessi morire nel mezzo della notte sarei comunque presentabile al pubblico adorante.
Che cosa ne pensate delle parole di Jim Carrey e del nuovo libro in uscita? Fatecelo sapere nei commenti!